Le nostre vite molto impegnate
Siete al meeting con Paolo ma vi viene in mente che non avete inviato quel documento a Giulia. State prendendo per l’autobus per tornare a casa ma vi ricordate che non avete più chiesto a Gianni di modificare il progetto. State andando a dormire e pensate alla prossima performance review: e se non venissi promossa?
Familiare? È stressante, vero? Andate a dormire e non riuscite a rilassarvi, vi svegliate alla mattina già stanchi e preoccupati. Probabilmente penserete che sia normale, che è così per tutti, e da un lato avete ragione…
La mente scimmia
Il buddismo chiama questa modalità di funzionamento della nostra mente Kapicitta e la paragona ad una scimmia. Come una scimmia che salta di albero in albero, la nostra mente salta continuamente da un pensiero all’altro. Abbiamo circa 50.000 pensieri al giorno e la maggior parte sono simili tra loro: paura di ciò che sarà, giudizi su ciò che è stato. Questa modalità appartiene alla parte più antica del cervello. Per l’uomo preistorico la paura era un prezioso alleato in quanto serviva a fuggire dai pericoli e pertanto dalla morte. E per noi? Possiamo per caso affermare che siamo in pericolo perché non abbiamo mandato quel documento? Naturalmente no, abbiamo perciò bisogno di un modo per rendere la scimmia nella nostra mente più calma e, diciamo, collaborativa.
Perché meditare
Il primo step è senz’altro quello di essere consapevoli di questo meccanismo. Non possiamo fare ala guerra alla scimmia nella nostra testa ma possiamo trovare un modo produttivo di vivere insieme. Dopo anni di meditazione, può essere molto semplice rilassare la mente ma all’inizio, se ci aspettiamo che i pensieri spariscano, potremmo rimanere frustrati. Cosa fare allora? La stessa cosa che faresti con una scimmia vera e propria: come richiameresti la sua attenzione? Probabilmente gli offriresti una banana. E sarebbe una buona tattica: la scimmia si fermerebbe, guarderebbe la banana e la mangerebbe. Che cosa è successo? Hai dato al primato qualcosa su cui concentrarsi. E noi possiamo fare esattamente la stessa cosa con la nostra mente scimmia: offrire qualcosa su cui concentrarsi durante la meditazione. Eco perché consiglio a tutti di iniziare a meditare con la meditazione chiamata “body scan”. E’ un modo semplice per concentrarsi sul respiro, sulle sensazioni del corpo e per sentirsi “a casa”. Il tuo corpo è la tua casa ed entrare in sintonia con esso calmerà la tua mente e ti permetterà di sperimentare una sensazione di pace. La pace che viene dalla parte più profonda di te: la fonte di calma in mezzo al caos.
Se vuoi iniziare a familiarizzare con la tua mente scimmia iscriviti al gruppo facebook “Mindful living con Giulia Imbastoni Coach”. Troverai consigli su come vivere nel “qui ed ora”, meditazioni e guidate e avrai la possibilità di condividere la tua esperienza e le tue idee con altre persone interessate ad uno stile di vita più mindful. Se leggere quest’articolo è stato utile, anche solo per 1%, scrivi qualcosa nei commenti e mi aiuterai a offrire articoli e riflessioni sempre migliori.