Talent development
- Sei un Hr o un Imprenditore che vorrebbe tirare fuori il meglio dalle proprie persone?
- Ti piacerebbe che i tuoi talenti fossero in grado di sfruttare concretamente i loro unici punti di forza?
- Potessero accedere continuativamente al proprio potenziale superando le convinzioni che limitano?
- Fossero più consapevoli delle personali sfide e delle risorse a disposizione per superarle?
Allora, questo è il percorso giusto!
A chi è rivolto
Si consiglia di indirizzare un percorso di Talent Development a giovani risorse, benchè si possa applicare anche a livelli più senior orientando le competenze sulla managerialità.
Come funziona
- 1. Definizione set competenze
- 2. Kick off
- 3. Assessment center
- 4. Colloqui individuali
- 5. Training
- 6. Follow up
Ciascuna azienda, esattamente come qualsiasi gruppo organizzato, ha caratteristiche, valori e regole proprie.
Ciò che alcuni considerano “talento” per alti potrebbe essere qualcosa di scontato e viceversa.
Ecco perché è fondamentale che il primo step di un percorso di sviluppo del talento sia individuare cosa è il talento per la specifica azienda.
Nel caso ci siano già dei principi guida, si tratterà semplicemente di trasformarli in comportamenti osservabili così da avere un criterio di misurazione.
Nel caso fosse qualcosa da creare ex novo può essere fatto rivolgendosi al livello manageriale superiore utilizzando:
- il team coaching se si desidera un allineamento di tutto il gruppo manageriale
- i focus group per stimolare il brainstorming e far emergere idee e proposte con metodi creativi
- interviste singole se si vuole un metodo veloce e non eccessivamente impattante sui calendari dei manager
Capita non di rado in azienda che i percorsi formativi vengano percepiti come qualcosa di calato dall’alto.
È invece fondamentale che i dipendenti che si avvicinano ad un percorso di sviluppo del talento siano ingaggiati in prima persona.
Ecco perché prevedere un “calcio d’inizio” in cui chiarire le finalità e il processo relativi al progetto, nonché rispondere a qualsiasi dubbio/perplessità così da essere certi di partire con tutte le persone a bordo
Per poter offrire un feedback soddisfacente sui punti di forza e di miglioramento delle persone non basterà una qualsiasi attività d’aula.
Lo strumento finalizzato a tale scopo è infatti l’Assessment center (AC).
Ciò che lo differenzia da altre attività di gruppo sono il tipo di prove che sono calibrate sulle competenze che si desidera misurare e il ruolo del professionista.
A differenza del training infatti, nell’AC non c’è un’interazione continua, ma l’assessor osserverà alcuni specifici comportamenti compilando una scheda costruita ad hoc (scheda d’osservazione).
Affinché le persone siano consapevoli delle proprie aree di forza e di sviluppo e si prendano l’impegno di lavorarci, sarà necessario prevedere un momento di riscontro.
Le restituzioni di gruppo sono delle soluzioni più smart ma non permettono di approfondire i tratti caratteristici delle persone e soprattutto gli schemi di pensieri che bloccano/agevolano lo sviluppo del potenziale.
Ecco perché prevedere un momento di colloqui individuali, in cui attraverso appropriate domande l’assessor facilita l’emergere di consapevolezze profonde integrando con le sue osservazioni.
Per far sì che gli impegni di sviluppo presi durante i colloqui non restino delle buone intenzioni, sarà necessario prevedere una specifica fase di lavoro.
Lo strumento più efficace in questi casi è il training.
Si farà pertanto un’analisi delle aree di lavoro più comuni creando dei delle macro aree e differenziando i percorsi.
Lavorando in gruppo i dipendenti, oltre che migliorare nelle specifiche skills, avranno l’opportunità di confrontarsi personalmente con i colleghi creando confidenzialità e senso d’appartenenza.
Come si fa a trasformare un nuovo comportamento in un’abitudine? Attraverso la costanza e la ripetizione di nuove forme di agire e pensare. E come si allena la costanza? Attraverso azioni di monitoraggio.
Ecco perché prevedere come momento finale di tutto il percorso una sessione di follow up.
In questo modo verranno infatti richiamati alla memoria gli apprendimenti e i nuovi comportamenti radicandoli in nuove abitudini.
Durata consigliata
Il percorso può avvenire nei tempi e nelle modalità più consone all’azienda. Può inoltre variare molto in base ai numeri dei partecipanti.
Sotto è riportata una tabella di riferimento per avere un’idea del congruo lasso di tempo tra una fase del processo e l’altra.
1
Definizione set competenze
Tempo 0
2
Kick off
+ 16 giorni
(o più se team coaching)
3
Assessment center
+ 14 giorni
(o più se candidati superiori a 12)
4
Colloqui individuali
+ 17 giorni
(o più se Team Coaching)
5
Training
+ 45 giorni
(o più se partecipanti superiori a 15)
6
Follow up
+ 91 giorni
(o più se partecipanti superiori a 15)
Durata dei vari step
1. Definizione set competenze
4. Colloqui individuali
- 2 giornate da 8 ore per 12 candidati
(1 ora a candidato + circa 15 minuti di pausa tra l’uno e l’altro) - 15 gg per elaborare i dati e progettare il training
2. Kick off
5. Training
- 4 giornate da 6 ore a distanza di 15 giorni tra l’una e l’altra
- L’aula può funzionare al massimo con 15 persone, se i partecipanti sono di più, vanno previste
3. Assessment center
- 2 giornate da 6 ore max 12 persone in aula (più persone, significa più edizioni)
- 12 gg di elaborazione dati per 12 candidati (più candidati, aumenta il numero di giornate di elaborazione dati
6. Follow up
- a distanza di 3 mesi dall’ultima giornata di training
- si tratta di 4 ore d’aula per un gruppo non superiore alle 15 persone (se più, andranno previste ulteriori edizioni)
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