Ci sono parti di te stess* che non ti piacciono?
Hai mai avuto la sensazione di non essere abbastanza?
Quando si tratta delle nostre performance siamo spesso duri con noi stessi, ci paragoniamo agli altri e finiamo intrappolati una rete di pensieri e giudizi negativi.Questa breve storia può aiutarci a mettere in discussione la voce dell’auto-giudizio. In questo modo possiamo iniziare a vedere quelli che noi consideriamo i nostri difetti sotto una diversa prospettiva.

Un portatore d’acqua indiano aveva due grandi secchi, legati alle estremità di un bastone, che portava sopra le spalle. Uno dei due secchi aveva molti buchi, invece l’altro era perfetto e conservava tutta l’acqua che conteneva. Al termine di ogni viaggio a piedi, dalla fontana fino alla casa del suo padrone, un secchio era sempre pieno, ma il secchio rotto era pieno solo per la metà.
Questo fatto durava da diverso tempo, e il secchio perfetto era orgoglioso del suo lavoro, perché si sentiva all’altezza del suo compito. Il povero secchio rotto, invece, aveva vergogna della sua imperfezione e si sentiva un miserabile, perché poteva fare solo la metà del lavoro che gli era richiesto.
Dopo qualche tempo il secchio bucato parlò al portatore d’acqua, dicendogli: “Ho vergogna e voglio scusarmi con te, perché a causa dei miei buchi riesco a portare la metà di acqua e tu guadagni la metà del valore che dovresti ricevere!”. Il portatore d’acqua gli rispose compassionevolmente: “Quando ritorniamo a casa, prova a guardare ai bordi della strada…”.
Così fece e con somma meraviglia vide che lungo la strada crescevano moltissimi fiori bellissimi, ma nonostante questo continuava a sentirsi ancora in colpa per ciò che era: un secchio bucato, buono a metà.
Il portatore d’acqua allora continuò: “Ti sei accorto che i fiori crescono solo dalla parte della strada che tu ogni giorno irrori con l’acqua che perdi? Sempre io ho saputo dei tuoi buchi, e ho cercato di comprendere e di capire quale potesse essere l’aspetto positivo di questo fatto. Allora ho pensato di seminare sementi di fiori lungo tutto il bordo della strada, dalla tua parte, e tutti i giorni questi venivano innaffiati da te, e così ho potuto raccogliere ogni giorno questi bei fiori per decorare l’altare del mio Maestro. Se tu non avessi avuto questo ‘difetto’, se tu non fossi stato esattamente come sei, con tutti i tuoi buchi, non sarebbe stato possibile creare questa bellezza!”.

Come il secchio bucato abbiamo familiarità con schemi di pensiero auto-giudicante e molto spesso sprofondiamo in un duro dialogo con noi stessi.
Come possiamo fermare questo processo così da iniziare a sviluppare un atteggiamento più accogliente e compassionevole verso di noi?
Come sarebbe se potessimo accettare le parti più ‘fastidiose’ di noi così da farle diventare i nostri punti di forza?

La definizione di mindfuness è letteralmente prestare attenzione al momento presente senza giudizio e con un atteggiamento di gentilezza, curiosità e accettazione.
La mindfulness può così aiutarci ad aumentare la consapevolezza sulle nostre voci interiori critiche e ci insegna che i nostri pensieri sono solo pensieri.

Se ti piacerebbe coltivare la compassione e riconoscere il tuo vero valore con la mindfulness segui la pagina segui il gruppo facebook Mindful living con Giulia Imbastoni Coach, e se sei pront* per seguire un programma, puoi partecipare alla prima sessione gratuita del programma Mindfulness Group Coaching. Per richiedere informazioni su date e orari, far riferimento alla sezione contatti.

Un buon cammino e buona pratica a tutti e tutte!

Scritto da: Dario D’Ambrosa

Supervisione ed editing: Giulia Imbastoni

Fonte per la foto: https://www.unsplash.com/

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