Avete presente il vostro sogno nel cassetto? I vostri “mi piacerebbe tanto” e i “vorrei”? È arrivato il momento di trasformarli in qualcosa di concreto altrimenti, come dice il Begger Vance della Legenda, col tempo, vi scorderete qual è il vostro swing: quella cosa che vi fa vibrare, che è vostra e che nessuno può togliervi. Ho scelto come portatore del messaggio un esempio vivente di tenacia e positività: Giorgio Graziotti (potete seguirlo su facebook). Giorgio è stato il 1° ragazzo diversamente abile dell’Università della Tuscia ad andare in Erasmus, superando così i suoi limiti e realizzando il sogno nel cassetto.
Ascoltiamo la sua testimonianza.
Come è nata l’idea dell’Erasmus?
Era da un po’ che ci pensavo, avevo voglia di fare un’esperienza all’estero e mettermi in gioco. Volevo anche migliorare lo Spagnolo e mettermi alla prova nel mondo del lavoro.
Che cosa ti frenava dal realizzare quello che desideravi?
Avevo molti timori e dubbi, come “Chi sarà il mio accompagnatore?”, “E se non ci vado d’accordo?”. Era la mia prima esperienza fuori dal “nido” e temevo di non riuscire ad affrontarla. Ad un certo punto, ero così pieno di dubbi che non volevo più partire!
Un completo stravolgimento della tua vita e della routine ti terrorizzava… si capisce! E poi cosa è successo? Cosa ti ha spinto a fare il primo passo nonostante le tue paure?
Il mio detto è “carpe diem”, perciò ad un certo punto mi sono detto “Sono in ballo, balliamo!”. Non nascondo che un ruolo fondamentale è stato quello di mia madre, la quale mi ha sempre sostenuto e spronato a superare i miei limiti mentali!
Quindi possiamo dire che anche quando dei limiti sembrano oggettivi, come nel tuo caso (il non poter essere autonomo per camminare, scrivere ecc…) è in realtà tutto nella nostra testa?
Assolutamente sì! Nel mio caso ho trovato due persone belle fuori e dentro, che mi hanno accompagnato nelle prime due esperienze Erasmus (sì, alla prima hanno seguito altre due esperienze, sempre in Spagna
). Durante il mio ultimo trasferimento in Spagna sono riuscito a realizzare il mio sogno di lavorare come apprendista giornalista alla redazione di Servi Media e hanno anche pubblicato un mio articolo!
Accidenti! Quindi, superato il primo momento che ci blocca dal fare il primo passo, poi è tutto in discesa?
Assolutamente no! Ci sono stati momenti molto difficili per me. Come la relazione con il capo redattore, il mio primo tutor a Madrid, e con il mio terzo accompagnatore
Che cosa ti ha aiutato a superare le difficoltà?
Ricordarmi di poter contare su di me.
Quindi, si può dire che avessi una grande autostima?
Non è tanto avercela, il punto è che quando sei nella mia condizione fisica, quindi impossibilitato ad essere autonomo, e in più ti capita anche un accompagnatore menefreghista (come durante la mia terza esperienza Erasmus) l’unica persona su cui puoi fare affidamento sei tu!
Mi sembra un ottimo punto. Sento spesso la frase “non mi fido abbastanza di me”, ma, come te, penso che sia solo una questione di mettersi alla prova e superando gli ostacoli, anziché schivarli, vedere cosa succede.
Che cosa mancherebbe alla tua vita se non avessi affrontato quel banco di prova?
Praticamente tutto! Mi mancherebbe la conoscenza e la fiducia in me stesso, la consapevolezza dei miei limiti e al contempo la capacità di rischiare, l’apertura mentale, la capacità di mettermi nei panni dell’altro (ho conosciuto persone che hanno saputo guardare oltre la disabilità)
In conclusione, in poche parole, che cosa raccomanderesti a coloro che volessero iniziare una nuova avventura ma hanno paura e non sanno cosa aspettarsi?
Di smettere di raccontarsi storie e fare reset. Di vedere davanti a sé una pagina bianca da scrivere ed osservare cosa viene fuori… come se fosse un gioco che incuriosisce!
Grazie infinite Giorgio la tua testimonianza è stata davvero preziosa!
Grazie a te per avermi dato la possibilità di parlarne.
Se vi siete interessati alla storia di Giorgio, trovate un racconto dettagliato nel suo libro, scritto a quattro mani con l’amico e copywriter Fortunato Licandro (più info al sito)
Se volete iniziare a lavorare sui vostri limiti, attraverso un programma in cui sarete seguiti passo passo per ottenere i risultati che desiderate, provate il coaching